È stagione dell’amore l’estate, con ciò che da sempre rappresenta; è “stagione dell’amore” l’adolescenza, come fase della vita che porta a scoprire improvvisamente un altro tipo di attrazione; è “stagione dell’amore” ogni volta che ci lasciamo travolgere da un evento che scardina i confini del quotidiano e ci porta via. Estate e adolescenza si specchiano: entrambe aprono strade, spalancano finestre, portano nuovi incontri e possibilità che spesso ci sorprendono, anche quando pensiamo di essere ormai esperti della vita. L’estate è il momento in cui la routine si fa più lieve, ci concediamo viaggi, lasciamo che le giornate si allunghino e che la curiosità ci conduca verso territori inesplorati. E così succede nell’adolescenza, stagione della vita in cui si affacciano i primi amori, con la loro forza dirompente, la loro energia contagiosa e la capacità di trasformare tutto ciò che ci circonda. Mi va di parlarne perché, come molti di voi sanno, da anni mi occupo di adolescenti come educatrice in Alicubi e d’estate, con i campus dedicati alla creatività, l’esperienza si diversifica e si fa più intensa: mi capita spesso di osservare come le dinamiche cambino, dapprima impercettibilmente, poi impetuosamente. È il tumulto del cuore che, in questa fase, si apre per la prima volta alla possibilità di un amore che sia davvero incontro, scambio, crescita. La mia formazione, che abbraccia prospettive diverse e accoglie influenze della cultura dei nativi americani, mi ha insegnato che la relazione non è mai una catena, ma un cerchio aperto, una trama che si rinnova ogni volta che scegliamo di condividere il nostro cammino con qualcuno. L’amore è terra fertile: siamo invitati a coltivarlo ogni giorno, a lasciare spazio alla scoperta reciproca, a non dare nulla per scontato. È facile cadere nell’idea che l’amore debba colmare i nostri vuoti, ma è vitale che arriviamo a concepirlo come una possibilità di crescita personale e collettiva: mai come una richiesta di possesso o come un atto di pura sottomissione. Quando si incontra un amore sano, la vita si apre, il sentimento ci fa crescere, le potenzialità fioriscono, la reciprocità è insieme condizione necessaria e frutto spontaneo. Ogni incontro d’amore è innanzitutto un incontro con la Vita, quella scintilla che ci rende capaci di vedere la bellezza anche nella vulnerabilità, di rischiare, di lasciarci toccare, di essere curiosi. E, per questo, ogni amore riflette e incarna appunto la relazione primaria che abbiamo con la Vita stessa, con il nostro stesso essere. Non si può amare nessuno senza amare la Vita. L’amore non è “io ti salvo” né “senza di te non sono niente”; l’amore è guardarsi negli occhi, riconoscere la libertà dell’altro e sentire che il nostro cammino si arricchisce, senza mai perdere la propria direzione. Quando accompagno i ragazzi e le ragazze nelle loro prime storie, cerco di trasmettere il valore dell’attesa, la pazienza nel lasciar nascere ciò che è autentico, la fiducia in una relazione che non stringe, non soffoca, ma accompagna e nutre. La stagione dell’amore, allora, non si limita a un’età o a una stagione dell’anno: ogni volta che ci lasciamo sorprendere dalla vita, ogni volta che scegliamo di aprirci all’altro, diventiamo adolescenti di nuovo. Non nel senso della regressione o delle farfalle nello stomaco (magari anche quello, perché no?) ma più che altro perché sentiamo energie tipiche della giovinezza. Diventiamo capaci di imparare, di stupirci, di dire sì al possibile. E se ci fermiamo un attimo ad ascoltare, forse sentiremo che questa stagione ci appartiene sempre, basta volerla riconoscere. Che sia estate o inverno, che si abbia quindici anni o cinquanta, l’amore resta l’occasione più grande per fiorire, per crescere, per lasciarci trasformare e per accogliere la bellezza di un incontro autentico, dove la reciprocità è solida, spontanea e generosa, proprio come quella terra che, dopo il gelo, si prepara a sbocciare. E questo non riguarda solo le relazioni di coppia! Può essere l’incontro con un luogo, con un progetto di vita, con un’idea che ci chiama ed era rimasta sepolta troppo a lungo. O può essere, all’interno di una relazione già esistente, quel cambiamento che rimandiamo da tanto. L’arte del cuore è il coraggio, lo dice la parola stessa. È sempre la stagione giusta per innamorarsi davvero.

